Labor.

Il tuo lavoro è anche il mio.

Azienda nuova, contratti vecchi.

 La riorganizzazione che protegge la crescita.

Tempo di lettura: 3 min. circa

Care lettrici e cari lettori, bentornati su Labor.
Quando con l’avvicinarsi della fine dell’anno si analizza l’andamento
di un’impresa, l’attenzione si concentra quasi sempre sulle cifre,
in particolare sull’aumento del fatturato e sul volume delle commesse gestite.

Questi indicatori, di solito, sono in grado di fornire in maniera abbastanza immediata la portata di crescita di un’attività.
C’è però una questione parallela che dovrebbe accompagnare ogni fase di sviluppo e a cui spesso non viene data la giusta attenzione:
la
struttura organizzativa e contrattuale.

L’evoluzione invisibile della struttura aziendale.

Nel mio lavoro, incontro di frequente aziende che negli anni hanno raddoppiato la loro capacità operativa o ampliato i settori di intervento con una conseguente trasformazione dei processi quotidiani, che hanno però mantenuto gli stessi assetti contrattuali stabiliti all’inizio della loro storia.
Il risultato è una frattura tra ciò che l’azienda è diventata e le regole formali su cui continua a poggiarsi.

Quando la realtà supera l’inquadramento.

Nelle fasi di rapido ampliamento, l’urgenza principale è rispondere alle richieste del mercato.
Professioniste e professionisti che avevano fatto il loro ingresso nel team con una specifica mansione, iniziano così ad assumersi responsabilità maggiori o a utilizzare competenze che al momento della firma del contratto non erano previste.

Nella maggior parte dei casi si tratta di un’evoluzione spontanea che dice molto sulla dedizione di chi lavora.
Il problema nasce quando questo passaggio resta indefinitamente informale, l’inquadramento effettivo rimane ancorato a qualifiche iniziali
e i livelli retributivi non rispecchiano più le mansioni svolte.

A questo si aggiunge un altro elemento: i Contratti Collettivi Nazionali adottati quando l’azienda aveva una dimensione del tutto differente,
a seguito di uno sviluppo significativo rischiano di risultare stretti o poco coerenti con le nuove attività offerte.

I rischi silenziosi del disallineamento.

Un impianto contrattuale superato nel tempo tende a generare criticità molto concrete su due fronti distinti:

  • sul piano interno la mancanza di corrispondenza tra lavoro svolto e riconoscimento contrattuale incide sulla chiarezza dei ruoli e sulle aspettative
    di collaboratrici e collaboratori. Chi si fa carico di responsabilità superiori senza un formale riallineamento potrebbe sviluppare nel tempo un senso
    di insoddisfazione con il rischio di compromettere la stabilità del gruppo proprio nel momento di massima espansione;
  • sul piano normativo le conseguenze sono ancora più immediate. La difformità espone l’impresa a possibili vertenze per mansioni superiori
    e differenze retributive. In sede di verifica o di contenzioso, ciò che prevale è sempre l’effettivo svolgimento della prestazione,
    non il titolo riportato nella lettera di assunzione originale.

Un’azienda che cresce senza aggiornare la propria documentazione contrattuale si trova così a camminare su un terreno fragile,
dove espansione strutturale ed economica rischiano di essere vanificate da passività impreviste.

Riordinare per tutelare lo sviluppo.

Riallineare l’assetto contrattuale alla realtà operativa significa porre le basi per costruire una realtà aziendale solida.

Questo lavoro richiede l’attivazione di diversi processi: per prima una mappatura dei ruoli effettivi, ovvero l’analisi delle mansioni giornaliere
e la verifica della coerenza con i livelli stabiliti dai CCNL, seguita dalla
revisione della copertura contrattuale e da una formalizzazione dei passaggi
con un eventuale adeguamento tra le qualifiche e la documentazione.

Queste operazioni permettono a chi fa impresa di eliminare zone d’ombra gestionali, ridurre drasticamente l’esposizione ai rischi sanzionatori e, soprattutto, offrire al proprio personale un quadro di riferimento chiaro.

Il ruolo del Consulente del Lavoro.

Aggiornare la configurazione formale di un’azienda che è cambiata richiede un intervento tecnico mirato che consiste nel comprendere a fondo
le
dinamiche operative dell’impresa e tradurle in strumenti contrattuali corretti e sostenibili.

Uno Studio di Consulenza del Lavoro si occupa anche di affiancare la direzione aziendale in questo percorso di riallineamento, tramite l’analisi
della documentazione e delle prassi in uso, l’individuazione di livelli retributivi e inquadramenti corretti in base alle mansioni effettivamente svolte
e il supporto all’azienda nel processo di adeguamento formale.

Accompagnare la crescita economica con un’adeguata maturazione organizzativa è la scelta che distingue uno sviluppo temporaneo da una solidità capace di durare nel tempo.

Sono curiosa di sapere come gestite l’evoluzione delle mansioni e dei ruoli all’interno della vostra azienda. Scrivetemi.


A presto,
Stefania

Teniamoci in contatto.

Vuoi ricevere ogni mese una sintesi degli aggiornamenti dedicati alle aziende che pubblichiamo sui nostri social e conoscere in anteprima le novità sulla Consulenza del Lavoro?