LABOR

Il tuo lavoro è anche il mio

Grandi dimissioni 2.0.

E buoni propositi 2023.

Care lettrici e cari lettori, un rinnovato benvenuto su Labor, il blog sulla Consulenza del Lavoro. Ecco il primo articolo di questo 2023Gennaio è il mese per eccellenza in cui si stilano elenchi di buoni propositi e oggi vorrei affrontare un tema molto attuale per offrirvi proprio degli spunti e darvi dei suggerimenti per stilare un buon elenco, da imprenditori, per questo nuovo anno. Il tema di cui parleremo è stato in parte già trattato in un articolo di qualche mese fa: il fenomeno delle Grandi Dimissioni (se non l’avete letto, lo potete trovare qui). Abbiamo spiegato di cosa si tratta e i possibili fattori che l’hanno causato. Il passo successivo è capire, a distanza di un anno, l’incidenza che questo fenomeno ha avuto sulla vita dei lavoratori ma soprattutto delle aziende.

Dopo le Grandi Dimissioni, il Grande Ripensamento.

Quello che i dati ci dicono è che un lavoratore su quattro si dichiara pentito di aver lasciato il lavoro. Ma perché? Il 40% di loro lamenta di essersi trovato alle prese con un mercato del lavoro più difficile di quanto si aspettasse. Un’altra motivazione probabilmente è riconducibile al fatto che la maggior parte di loro non ha semplicemente lasciato il lavoro, ma è in un certo senso “scappata” da una vita professionale insoddisfacente, quindi, non avendo programmato nessun piano alternativo, si è ritrovata ad accettare un nuovo lavoro di cui non era particolarmente convinta.

Quali sono stati gli effetti sulle imprese?

Da Consulente del Lavoro, non posso che comprendere il potenziale danno per un’azienda in caso di dimissioni di molti dipendenti. Come sapete, infatti, anche solo la ricerca, la selezione e la formazione di un nuovo lavoratore hanno un costo, sia in termini di tempo che di denaro. In secondo luogo, un alto tasso di turnover può ridurre la produttività. Una nuova risorsa, in genere, prima di mettersi al passo, ha bisogno di tempo e in quel periodo non produrrà sicuramente come il suo predecessore. Senza contare che spesso, prima di riuscire a trovare un sostituto, trascorre del tempo più o meno lungo, e il lavoro di chi si è dimesso può ricadere su altre risorse complementari, provocando un sovraccarico e una diminuzione ulteriore della produzione. In terzo luogo, un flusso di dimissioni provoca effetti negativi sul morale (e quindi sulla produttività) dei dipendenti che rimangono. In una circostanza così complicata, si parla troppo poco del rischio che la voglia di dimissioni contagi anche l’imprenditore, demoralizzandolo e portandolo a influenzare negativamente le condizioni generali dell’azienda. 

Come evitare il fenomeno delle Grandi Dimissioni.

Anche se può sembrare impossibile, vorrei provare a mostrarvi il lato positivo di questo fenomeno. Se è vero che molti talenti e professionisti si sono dimessi, è altrettanto vero che nel mercato del lavoro, in questo momento, ci sono numerose risorse umane da attrarre nella propria azienda. Potrebbe essere l’occasione giusta per cercare personale di qualità e magari rafforzare tutti quegli aspetti che permettono di fidelizzare il rapporto con i propri dipendenti. Questo potrebbe essere un modo per distinguersi, sia come brand, sia nel mercato del lavoro.

Buoni propositi 2023: una questione personale.

Un buon imprenditore, per attrarre e mantenere talenti deve offrire: sicurezza, stabilità, motivazione e serenità. Infatti, a pesare sulla decisione delle persone di restare in un posto di lavoro oppure no, oltre allo stipendio, incidono i temi della crescita professionale (per il 65%) e quello dell’aggiornamento delle competenze (per l’80% dei casi). Quindi, ecco il mio suggerimento per stilare una lista dei buoni propositi per il 2023, che vi sarà utile per assicurarvi di avere un’azienda attraente agli occhi di possibili nuovi talenti e soddisfacente per i propri dipendenti, ma soprattutto per avere un’azienda sana:

  1. assicurarsi di creare un’atmosfera piacevole;
  2. cercare di offrire il giusto equilibrio tra lavoro e vita privata;
  3. offrire compensi e benefit interessanti;
  4. valutare la creazione di un buon piano di welfare;
  5. garantire la salute e la sicurezza sul posto di lavoro;
  6. offrire delle buone opportunità di carriera.

A questi buoni propositi, aggiungo un mio ulteriore consiglio: affinché un’azienda possa svilupparsi al meglio, sono convinta sia indispensabile investire nella consulenza e costruire, con i consulenti stessi, un rapporto di reciproca crescita, senza fermarsi al mero servizio tecnico, ma ragionando congiuntamente in ottica di sviluppo. Dal commercialista ai formatori e, naturalmente, al Consulente del Lavoro. Questo, perlomeno, è il mio modo di lavorare. Se volete, possiamo approfondire insieme questi temi.

Spero che questo articolo possa esservi utile e che i vostri buoni propositi si realizzino nel migliore dei modi.

Al prossimo articolo.

Stefania

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